- Il pecorino del Poro
- Il tartufo di Pizzo
- La ‘nduja
- La rossa di Tropea
Il pecorino del Poro
L’alto pregio del pecorino del Poro, la peculiarità del sapore e della prelibatezza degli aromi, sono dovuti, in massima parte, ai pascoli, pascoli sani, rigogliosi, di qualità che si trovano in un contesto di agricoltura sana e fertile, preservata da qualsiasi fonte di inquinamento, qual’è quella dell’altipiano del Poro.
Il pregio dei pascoli si traduce in pregio del latte che viene lavorato sul posto da esperti allevatori che continuano a seguire i metodi tradizionali dei pastori del Poro che sono stati tramandati nel tempo da padre a figlio. Uno studioso locale, Francesco Arcella, così sintetizza in una pubblicazione dal titolo: “Joppolo, un angolo ricercato di turismobalneare e montano” , le tecniche ed i processi di lavorazione: la produzione del pecorino comprende una serie di operazioni che prevedono, dopo la mungitura del latte, la cagliata, la rottura della cagliata, la salatura, la stagionatura.
Il latte integrale, ricavato dalla mungitura manuale delle pecore, viene filtrato per trattenere eventuali corpi estranei introdotti con la mungitura e, addizionato il caglio nella caldaia, viene riscaldato e lasciato a coagulare per mezzora. Il latte una volta rappreso, viene frammentato con la nocca o arnese di legno per facilitare l’eliminazione del siero. Raccolto poi con le mani, viene deposto su un tavolo di legno per poi finire nelle fiscelle di giunco che gli danno la forma voluta (forma tonda o appiattita). Il formaggio all’indomani si trasporta al casolare o casa del formaggio per pulirlo e salarlo ed ivi rimane per un tempo variabile di stagionatura a seconda del tipo: fresco, a pasta molle, o stagionato, a pasta consistente da utilizzare anche come eccellente formaggio da grattugia. A procedimento concluso, il formaggio pecorino acquista una crosta giallognola tendente al rossiccio, con una polpa bianca e appetitosa. Ricco di sali minerali come calcio e fosforo, il pecorino del Poro è un prodotto completo di alto valore proteico e nutrizionale.
Di Libero Vecchio
L’alto pregio del pecorino del Poro, la peculiarità del sapore e della prelibatezza degli aromi, sono dovuti, in massima parte, ai pascoli, pascoli sani, rigogliosi, di qualità che si trovano in un contesto di agricoltura sana e fertile, preservata da qualsiasi fonte di inquinamento, qual’è quella dell’altipiano del Poro.
Il pregio dei pascoli si traduce in pregio del latte che viene lavorato sul posto da esperti allevatori che continuano a seguire i metodi tradizionali dei pastori del Poro che sono stati tramandati nel tempo da padre a figlio. Uno studioso locale, Francesco Arcella, così sintetizza in una pubblicazione dal titolo: “Joppolo, un angolo ricercato di turismobalneare e montano” , le tecniche ed i processi di lavorazione: la produzione del pecorino comprende una serie di operazioni che prevedono, dopo la mungitura del latte, la cagliata, la rottura della cagliata, la salatura, la stagionatura.
Il latte integrale, ricavato dalla mungitura manuale delle pecore, viene filtrato per trattenere eventuali corpi estranei introdotti con la mungitura e, addizionato il caglio nella caldaia, viene riscaldato e lasciato a coagulare per mezzora. Il latte una volta rappreso, viene frammentato con la nocca o arnese di legno per facilitare l’eliminazione del siero. Raccolto poi con le mani, viene deposto su un tavolo di legno per poi finire nelle fiscelle di giunco che gli danno la forma voluta (forma tonda o appiattita). Il formaggio all’indomani si trasporta al casolare o casa del formaggio per pulirlo e salarlo ed ivi rimane per un tempo variabile di stagionatura a seconda del tipo: fresco, a pasta molle, o stagionato, a pasta consistente da utilizzare anche come eccellente formaggio da grattugia. A procedimento concluso, il formaggio pecorino acquista una crosta giallognola tendente al rossiccio, con una polpa bianca e appetitosa. Ricco di sali minerali come calcio e fosforo, il pecorino del Poro è un prodotto completo di alto valore proteico e nutrizionale.
Di Libero Vecchio
Il tartufo di Pizzo
Opera dei gelatai di Pizzo l'invenzione del gelato chiamato “Tartufo”. Il Tartufo di Pizzo però, non ha niente a che fare con i Tartufi industriali che si servono normalmente nei bar o nei ristoranti. Il Tartufo di Pizzo, dalla forma tondeggiante con
il suo “cuore” irresistibile, è prodotto artigianalmente con molta cura. L’ingrediente base è il gelato alla nocciola, che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera. Quindi si scava un piccolo foro all’interno e lo si riempie con cioccolato amaro fuso. Il tutto viene racchiuso in un’eguale quantità di gelato alla nocciola, e per ultimo rotolato nella polvere di cacao mista a zucchero.
Opera dei gelatai di Pizzo l'invenzione del gelato chiamato “Tartufo”. Il Tartufo di Pizzo però, non ha niente a che fare con i Tartufi industriali che si servono normalmente nei bar o nei ristoranti. Il Tartufo di Pizzo, dalla forma tondeggiante con
il suo “cuore” irresistibile, è prodotto artigianalmente con molta cura. L’ingrediente base è il gelato alla nocciola, che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera. Quindi si scava un piccolo foro all’interno e lo si riempie con cioccolato amaro fuso. Il tutto viene racchiuso in un’eguale quantità di gelato alla nocciola, e per ultimo rotolato nella polvere di cacao mista a zucchero.
La ‘nduja
La ‘nduja è uno dei più famosi, se non il più famoso, tra i prodotti alimentari tipici calabresi. La nduja (attenzione: nduja, non nduia!) è un salame morbido, spalmabile, piccantissimo.
La sua Patria è Spilinga, comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni del vibonese.
Il nome nduja deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia. La nduja è fatta con carne di maiale, un po' di grasso, e molto peperoncino piccante. Ed è proprio per l'abbondante peperoncino che la nduja è molto piccante, ha un colore tendente al rosso - neanche a dirlo - dovuto alla presenza del peperoncino, e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura.
È quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e al piccante dovuto a tanto peperoncino, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.
La ‘nduja è uno dei più famosi, se non il più famoso, tra i prodotti alimentari tipici calabresi. La nduja (attenzione: nduja, non nduia!) è un salame morbido, spalmabile, piccantissimo.La sua Patria è Spilinga, comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni del vibonese.
Il nome nduja deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia. La nduja è fatta con carne di maiale, un po' di grasso, e molto peperoncino piccante. Ed è proprio per l'abbondante peperoncino che la nduja è molto piccante, ha un colore tendente al rosso - neanche a dirlo - dovuto alla presenza del peperoncino, e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura.È quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e al piccante dovuto a tanto peperoncino, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.
La Rossa di Tropea
Famosa in tutto il mondo, la cipolla di Tropea ha contribuito allo sviluppo turistico del luogo. Portata dai Fenici e coltivata tradizionalmente per duemila anni, questa cipolla ha caratteristiche uniche che la rendono dolce e gustosa. Tala dolcezza è dovuta soprattutto al microclima stabile nel periodo invernale e dal terreno fresco e limoso. Le trecce di cipolla, pazientemente lavorate dalle donne del posto, vengono esposte ovunque durante il periodo estivo per essere vendute ai turisti, non mancano di certo i prodotti derivati come le squisite marmellate che acompagnano divinamente i formaggi del Poro.
Famosa in tutto il mondo, la cipolla di Tropea ha contribuito allo sviluppo turistico del luogo. Portata dai Fenici e coltivata tradizionalmente per duemila anni, questa cipolla ha caratteristiche uniche che la rendono dolce e gustosa. Tala dolcezza è dovuta soprattutto al microclima stabile nel periodo invernale e dal terreno fresco e limoso. Le trecce di cipolla, pazientemente lavorate dalle donne del posto, vengono esposte ovunque durante il periodo estivo per essere vendute ai turisti, non mancano di certo i prodotti derivati come le squisite marmellate che acompagnano divinamente i formaggi del Poro.



